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Giro tra i monti in Val Vigezzo!

Capita di rado di organizzare tra noi fratelli di stare qualche ora insieme durante il weekend, non per mancanza di volontà o cos’altro, ma per gli impegni famigliari (..e non per quanto riguarda me: corso istruttori, qualche gara..)! Siamo riusciti a “incastrare” il week end passato, nella baita di mio fratello e mia cognata in Val Vigezzo, con la splendida presenza di nostro padre. La Val Vigezzo, o meglio Santa Maria Maggiore è anche un bellissimo ricordo d’infanzia: con mio fratello trascorravamo 2 settimane estive ad allenarci ai tornei di tennis con i nostri preparatori! Beh son passati ormai più di 40 anni…Ma con piacere, mio fratello ci è ritornato e a poca distanza, in una frazione di Craveggia, sta mettendo le sue “future basi”.

Santa Maria Maggiore è un comune italiano di 1 279 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. È il centro più importante della Val Vigezzo, situata nell’apice settentrionale del Piemonte, tra il Cantone Ticino e il Lago Maggiore. Parte del suo territorio è compreso nel Parco nazionale della Val Grande. Conosciuta anche per il “Raduno internazionale degli spazzacamini”, festa folkloristica che raduna migliaia di spazzacamini provenienti da ogni parte del mondo…e non a caso, visto che il comune di Craveggia, a poca distanza, è il paese per il maggior numero di camino per ogni costruzione, quelle più antiche s’intende, rientrando in uno dei “Borghi più antichi d’Italia”.

Dopo il sabato dedicato totalmente alla famiglia, non poteva mancare la “sgambata” della domenica mattina con tanto di dislivello, conciliando così l’allenamento previsto e la perlustrazione delle montagne della Val Vigezzo. Mi ero preparato a casa il percorso col gps, per essere tranquillo nel caso non trovassi indicazioni lungo il percorso. Partenza da Craveggia alle 8,30 circa, prendendo la mulattiera che successivamente su “butta” nei sentieri nel bosco, per giungere alla piana di Craveggia, dove partono 5-6 piste da sci. Il sentiero è molto frequentato da appassionati di downhill, fortunatamente libero quel mattino. Dopo 1 ora circa, percorsi 5km con dislivello positivo di 850 metri, arrivo all’arrivo della seggiovia che sale da Craveggia alla Piana! Tutto chiuso, ma con la sorpresa di trovare ancora la neve sulle piste e non solo. Sosto per qualche foto e mezza barretta energetica, poi riparto nella per raggiungere la Colma di Craveggia: da qui parte un sentierino laterale che corre lungo il dorso della montagna per giungere alla Cappella della Madonna del Rosario, Monte Sassone! Essendo a quota 2200 metri, boschi di conifere non s’incontrano, ma solo pratoni, sassi e roccia esposti a totalmente al sole che scalda sufficientemente per sciogliere la neve. Il sentiero e’ mal tracciato, non solo per l’assenza di segnaletica, ma soprattutto per la mancanza di “traccia umana” degli escursionisti che durante il periodo invernale non hanno solcato i pendii! Il mio Garmin dice che sono sul sentiero giusto, ma sotto il Monte Sassone non vedo nemmeno l’ombra del sentiero pur stretto! Avevo percorso 10km con dislivello positivo 1300 metri: mi fermo ad osservare le montagne e a scrutare qualche percorso, qualche passaggio. Vedevo molto bene la Bocchetta di Sant’Antonio il Monte Ziccher, obbiettivo della giornata per poi scendere alla Piana del Blitz. Avevo appuntamento a pranzo con la famiglia alle 13,30… Sono solo, non ho incontrato anima viva lungo il percorso, se non una coppia di escursionisti che chiedevano informazioni a me (già mi scappava da ridere…) e due ciclisti downhiller (si dice così!?!?), alla piana di Craveggia mente masticavo la barretta energetica! Se non avessi avuto il ritrovo per pranzo al Rifugio il Camoscio (consiglio la polenta fatta dall’amico di mio fratello…), mai mi sarei sognato giunto fin lì, solamente di pensare di tornare indietro. Guardo lo Ziccher, dandogli appuntamento alla prossima volta e rientro dalla mulattiera “jeepabile” che passa in mezzo alle baite che porta fino a valle. Da qui percorro poi la strada che mi porta alla baita di mio fratello per farmi una doccia e raggiungerli al Camoscio! La delusione è stata mitigata dall’allenamento previsto, abbondantemente superato, dalla giornata di sole strepitosa e dalla mancanza di arrabbiatura dei famigliari per eventuali ritardi a pranzo! Alle 13,40, la polenta era già sotto i denti, gustandomi un paio di birre medie di buon livello.

Ziccher, alla prossima!!!